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| Viaggio in cronosfera Facciamo un viaggio ideale con la macchina del tempo, magari - tanto per entrare subito in tema - con la cronosfera di Brick Bradford. Anzi, facciamone addirittura un paio, dividendo il nostro flashback in due parti, non molto distanti fra loro ma alquanto diverse. Primo tempo: facciamoci trasportare alla fine degli anni Cinquanta, e andiamo a curiosare all'edicola. In mezzo a una caterva di strisce e di albi di piccolo formato, dell'antica tradizione dei "giornali" a fumetti restano solo quattro rappresentanti: "Il Giorno dei ragazzi", "Il Corriere dei Piccoli", "Il Vittorioso" e "Il pioniere". Solo il secondo si regge completamente sulle proprie gambe. "Il Giorno dei Ragazzi" è un inserto gratuito del quotidiano di Mattei; "Il Vittorioso", oltre che alle edicole, si appoggia in prevalenza al circuito delle parrocchie; "Il Pioniere" circola praticamente solo fra i ragazzi delle famiglie iscritte al PCI. Per molti fra i lettori di fumetti più anziani, i suddetti "giornali" non possono far altro che suscitare il nostalgico ricordo dei leggendari fogli d'anteguerra, da "Topolino", a "L'Audace", a "L'avventuroso", sui quali era nato il primo grande boom del fumetto d'autore in Italia. Giornali (e albi) che si trovano ancora sulle bancarelle dell'usato, benché sia appena iniziato il fenomeno del collezionismo di fumetti d'epoca. Nel 1957 arriva una bella sorpresa: la Casa Editrice Nerbini di Firenze, ritenuta da tutti scomparsa (e in effetti da tempo il suo titolare, Mario Nerbini, l'ha abbandonata), si rifà viva e lancia nelle edicole, a 200 lire, la ristampa dei primi 21 albi a colori del Gordon di Alex Raymond, già pubblicati nel 1947. A differenza dell'edizione dell'immediato dopoguerra, questa ristampa viene "depurata" dei 9 albi finali, apocrifi, disegnati da Guido Fantoni. In un certo senso, si tratta della prima ristampa fatta con criteri filologici, per quanto assai grossolani. La ristampa di Gordon costituisce una sorta di segnale convenuto: Mario Nerbini, trasferitosi a Roma dopo il fallimento della sua Casa Editrice, alla fine degli anni Cinquanta vara alcune collane formato comic book (per noi "albo d'oro") con ristampe, quasi sempre malamente lucidate, di classici dei grandi eroi americani. Gli albi di Nerbini hanno un buon successo, mentre a Milano la Corno lancia una nuova collana di albi di Gordon, con la produzione più recente del personaggio. La pubblicazione milanese, per la prima volta, ospita brevi articoli sul Fumetto: si comincia a parlare di strisce giornaliere, di tavole domenicali, di date con il mese davanti al giorno (secondo l'uso anglosassone), di strani salti a fine settimana (si lascia il posto, ovviamente, alla tavola domenicale). Appaiono i primi annunci di cerco/vendo, si pubblicano i primissimi "prezziari". Poi, all'inizio degli anni Sessanta, Mario Nerbini cede le sue collane ai Fratelli Spada, che in breve tempo, grazie alla competenza e all'iniziativa di Massimo Liorni, danno inizio ad un organico piano di ristampe cronologiche e integrali dei classici degli anni Trenta. Si comincia con Mandrake, L'Uomo Mascherato, Cino e Franco. Nel 1964 è la volta - dopo un'intensa campagna pubblicitaria - del Gordon di Raymond. Sulle pubblicazioni Spada c'è una ricca rubrica delle lettere (In risposta alla pregiata vostra del...) in cui appare una gran messe di notizie, e dove si precisano i desiderata dei lettori, si ricostruiscono "cronologie", si fanno progetti per il futuro. Ma è anche vero che i collezionisti più avvertiti non sono pienamente soddisfatti. Nel frattempo la Cultura ufficiale si è accorta del valore estetico dei fumetti, è nata la rivista "Linus", si è inaugurato il Salone dei Comics a Bordighera; i collezionisti d'antiquariato sono usciti dalle catacombe, gli appassionati si sono evoluti. Le edizioni Spada soffrono di alcuni grossi difetti: dispiace soprattutto il formato degli albi, troppo piccolo per valorizzare strisce e tavole, e poi "obbligato", così che gli originali devono essere rimontati per poterli impaginare. Poi ci sono troppi adattamenti: vignette allungate, ingrandite con disegni apocrifi, tagliate. E infine, a parte gli innumerevoli "salti" cronologici, molte storie sono addirittura lucidate. Il primo revival del fumetto d'epoca si basa insomma su edizioni alquanto discutibili, che non possono accontentare i palati più esigenti. In ogni caso, gli albi Spada smuovono le nostalgie di un esercito di ex "ragazzi degli anni Trenta", e nel contempo appassionano una generazione di giovanissimi, che scoprono per la prima volta il fumetto classico americano, innamorandosene a prima vista. Grazie agli albi Spada, appassionati di fumetti con età variabile tra i quindici e i vent'anni si formano un gusto estetico (modellato sui Giganti d'oltreoceano), una cultura specifica e una mitologia personale. Le rese delle pubblicazioni romane, ridistribuite alla fine del decennio nelle "buste", saranno poi in grado di appassionare (e segnare per sempre) generazioni ancora più giovani. Secondo tempo. Con la solita cronosfera, portiamoci ora agli ultimi fuochi di un decennio - gli anni Sessanta - che sarà ricordato, forse ingiustamente, come "favoloso". Fermiamoci, grosso modo, nel 1968, e facciamo di nuovo un salto all'edicola. Per gli amanti del buon fumetto, con un occhio di riguardo per quello classico, oltre a "Linus", a "Eureka", al "Sgt. Kirk" (e a "Tex", per chi ama il "popolare"), c'è praticamente il vuoto: "Il giorno dei Ragazzi" ha cessato le pubblicazioni; i "Disney italiani" sono in netto declino; gli Spada hanno accusato una battuta d'arresto; le indimenticabili "Grandi storie" di Topolino hanno appena chiuso i battenti... Manca ancora qualche anno all'uscita di serie come "Il Topolino d'oro" (Tutte le storie di Topolino, originali e integrali, dal 1930 al 1945, recita il sottotitolo di una pubblicazione che ci deluderà numero dopo numero), e la preziosa "Enciclopedia dei fumetti" a dispense di Gaetano Strazzulla. Andiamo allora in uno dei nuovissimi (e rari) negozi specializzati in fumetti d'antiquariato. La situazione è sconfortante. Giornali e albi "d'alta epoca", specie in serie complete, sono rarissimi (molto più di quanto lo siano oggi, dopo trent'anni di accanite ricerche), in precario stato di conservazione e con prezzi stratosferici. Non va molto meglio con le pubblicazioni più recenti. Le "serie cronologiche" dei Fratelli Spada, benché abbiano pochi anni sulle spalle, sono vendute a peso d'oro: Giungla in fiamme, un albo dell'Uomo Mascherato, viene disputato fra collezionisti come fosse Topolino contro Wolp. Meglio fare un salto in libreria. Qualche anno prima, nel 1965, due collezionisti romani improvvisatisi editori (Sergio Trinchero e Rinaldo Traini) hanno stampato cinque volumetti del Cavernicolo Uup (Alley Oop di Vincent T. Hamlin), un cartonato e quattro tascabili. La Casa Editrice si chiamava Comic Art. Qualcosa, con la distribuzione, non era andato per il verso giusto, e la sigla editoriale era tornata subito nell'oblìo. Non così i suoi organizzatori, che sono diventati due nomi ubiquitari del comicdom internazionale. La serie "L'età d'oro del fumetto" di Garzanti si è arricchita di un titolo "avventuroso", dopo anni di "primi eroi": si tratta di un volume di Flash Gordon. Ma è un po' poco per placare la sete di appassionati e collezionisti. Chi è "del giro", chi "sa", chi è abile nello spulciare gli annunci di "Linus", chi è stato a Lucca, è a conoscenza di un mondo alternativo, che sta muovendo i suoi primi, timidi passi, ma che è assai promettente. 

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